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Laurence Carballo Loureiro

y escritoras
May 09

Soldati2

Si muore per la stessa ragione che si vive: se vivessimo sempre, sarebbe come si fissimo sempre morti. Pensaci bene.

Ormai era in ballo e dovevo ballare.

Una volta là, avrei visto.

C'è una differenza. Quell'operazione, non l'abbiamo compiuta noi, e non vi abbiamo nemmeno assistito. Ma, appunto per questo, siamo meno ipocriti adesso: e siamo più coscienti, più morali: perchè, adesso, non dimentichiamo che solo uccidendo possiamo vivere.

La morte, il dolore, il male, dobbiamo cercare di evitarli sempre, finché possibile. Ma, quando càpitano, dobbiamo accetarli perchè rifiutarli significa semplicemente rifiutare anche la vita.

Capii che, nelle lunghe attese, l'amore, anche se non si corrompe né si attenua, in qualche modo si addormenta, si affida a un meccanismo paziente, mnemonico, ripetitivo, entra in una specie di letargo. E cappi che questo letargo è l'unico mezzo perchè l0amora possa reistera auna tensione nervosa che altrimenti lo corromperebbe, appunto, e forse lo distruggerebbe a poco a poco. Ma il risveglio pùo essere fulmineo.

Un cappellano militare, cattolico, dei guerriglieri arabi.

Lo smeraldo, Mario Soldati
May 03

em.

Che cosa ci resta, quando si affonda en medio de toda esta mierda, se non le abitudini?

Una persona può cambiare vita, casa, amore, però anche se ti spogliano di tutto rimane qualcosa che sta in te da quando impari a ricordare, cioè molto prima di aver l'età della ragione: il midollo di un altro modo di vivere.

L'avrebbe aspettato sempre, l'amore rende pazienti, simili ai bambini...

(ejemplos partidores de mezcolanda linguistica producto de la emgigración...): non aveva mai qualcosa di interessante da raccontarle; al massimo, qué novedad, la storiella el tizio que le dijo a su famiglia che andava dal tabaccaio dell'angolo a comprare cigarillos e, classicamente, non era tornato nunca más. Ciuccerìe.

Si muere sempre un po' quando si parte, non lo dice anche il proverbio?

.. è nella natura dei maschi essere come gli uccelli che apssano sopra la radura, alti nella luce del pomeriggio, e si posson guardare e ascoltare, ma non trattenere, neppure con le mani alzate (??????????).

Il fatto è che certe volte ci si trova davanti a un rebus, a una croce di stade che, percorse e ripercorse, sbucheranno comunque, già si sa, dove non vorremo mai; epperciò non vale la pena sceglierne una: quando viene il momento, lasciamo qeusto compito al caso, che non scieglie, anche questo lo sappiamo già, si limita a spingere, forse lo muevono forze di cui non conosciamo nulla, e anche se sapessimo, che cosa sapremmo.

Parole che odio, 'il futuro': una balla giustificatoria per l'abbandono, la fuga, magari pure il tradimento. [...] Belle frasi ma, si sa, nelle lunghe impromesse ci pisciano i cani.

I figli, eco cosa sono: una manica di ingrati. Per loro ti sficanchi di lavoro e quelli, quando cè di bisogno, neanche si degnano di risponderti.
E i figli non capiscono quanto li amiamo, sventati che sono.

Laura Piriani, Quando Dio ballava il tango

(Non posso dire che sia d'accordo con tutte queste affermazione, uno: sono troppo giovane per capirle complessivamente e poi, mi sa che neanche vecchia 'las compartiré '...)



April 16

Soldati

Ma chi si sente di dover partire ricorda già. [Guarda intorno come si immaginasse quello che vede. E la realtà che stringe, la ama come se non la stringesse: con la semplicità negata a qualunque possesso, e unica del desiderio.

A volte incontravo il loro sguardo: uno sguardo disinteressato, che prendeva atto della mia presenza, e null'altro. Ma bastava a mortificarmi, a ricordarmi che, purtroppo, ero anche io un uomo come loro, e avrei dovuto vivere, e cioè avere dei soldi, spenderli, parlare a ragazze, ecc., non soltanto vedere e sentire.

Ma non sapevo ancora che l'unico e vero peccato è di ignorare o dimenticare ciò che puè renderci, ognuno, felici.

Gli atti abituali che un uomo compie in intimità, in solitudine con se stesso hanno sempre qualche cosa di sinistro, di raccapricciante. Anche il più sano accusa allora le sue piccole manie, cede a inconsce paure e difese. Anche il più scettico, preme d'intorno il mistero. [...] Ma se l'intimità individuale di un europeo è sinistra, quella di un americano è addiritura macabra. [A volte traspare in pieno giorno e nel mezzo di una compagnia]

Eppure! Un uomo puè vivere solo, solissimo, ma quando sa che intorno invisibili, gli uomini e i luoghi gli sono amici, o almeno familiari. E quando gode la compagnia de qualche forte pensiero.

E dal principio alla fine del pasto, un vociar continuo, un ridere sgangherato e ripetere i medesimi jokes. E mai, con tutto questo baccano, uno sguardo serenno, un sorriso tranquillo e intelligente che suggerisse vera contentezza. Era piuttosto l'allegria forzata e nervosa che nasconde e combatte intima tristezza; l'allegria isterica dei bambini a sera, che sembrano al colmo della felicità e tutto a un tratto scoppiano a piangere disperati. L'allegria dei selvaggi.  L'allegria degli americani.

Chi a provato la lontananza difficilmente ne perde il gusto.

Si vorrebe essere sempre. Essere stati, mai.

America primo amore, Mario Soldati

April 03

pensar...

Forse io chiamo essere triste semplicemente il non essere rumorosa come loro.

A volte non so se esista altra virtù che amare, amare […] Ma in certi giorni, ahimè, la virtù mi appare solo come resistenza all’amore.

Come se rimpiccolisce nella felicità tutto ciò che potrebbe essere eroico!

Quale valore può avere una virtù che l’intero mio cuore rinnega?

La porta stretta (La porte étroite)


Mi sembrava di avere, fino a quel giorno, così poco sentito, per avere tanto pensato, che mi stupii che una sensazione diventasse forte come un pensiero,


Non c’è niente che ostacola la felicità quanto il ricordo della felicità.

L’opere migliori dell’uomo nascono immancabilmente dal dolore. Che cos’è il racconto della felicità? Solamente ciò che la prepara, o ciò che la distrugge, si può raccontare.

Ho orrore dal riposo, il possedere qualcosa incoraggia al riposo e nella sicurezza ci si addormenta; mi piace abbastanza vivere per pretendere di vivere sveglio,

Non si può nello stesso tempo essere sinceri e sembrare tali.

Infine, spingendo all’estremo il mio pensiero, dicevo che la cultura nasce dalla vita, uccide la vita.

Non aspiro a nessuna cosa che non sia naturale  e , per ogni azione, il piacere che ne traggo per me il segno che dovevo farla.

Ma, ahimè, quanto le frasi diventavano insignificanti accanto ai fatti!

Hanno paura di essere soli e così non si trovano mai. [… ] E invece è sempre da solo che l’uomo crea una sua vita.


André Gide (L'immoralista)



March 30

comedia italiana

Quando penso alla carne della mia carne, chissà perchè divento subito vegetariano,

Io restai a chiedermi se l'imbecille ero io che la vita la pigliavo tutta come un gioco, o se invece era lui, che la pigliava come una condana ai lavori forzati, o se l'eravamo tutte e due.

E poi e proprio obbligatorio essere qualcuno?

Amici miei, 1975