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May 09 Soldati2 Si muore per la stessa ragione che si vive: se vivessimo sempre, sarebbe come si fissimo sempre morti. Pensaci bene. Ormai era in ballo e dovevo ballare. Una volta là, avrei visto. C'è una differenza. Quell'operazione, non l'abbiamo compiuta noi, e non vi abbiamo nemmeno assistito. Ma, appunto per questo, siamo meno ipocriti adesso: e siamo più coscienti, più morali: perchè, adesso, non dimentichiamo che solo uccidendo possiamo vivere. La morte, il dolore, il male, dobbiamo cercare di evitarli sempre, finché possibile. Ma, quando càpitano, dobbiamo accetarli perchè rifiutarli significa semplicemente rifiutare anche la vita. Capii che, nelle lunghe attese, l'amore, anche se non si corrompe né si attenua, in qualche modo si addormenta, si affida a un meccanismo paziente, mnemonico, ripetitivo, entra in una specie di letargo. E cappi che questo letargo è l'unico mezzo perchè l0amora possa reistera auna tensione nervosa che altrimenti lo corromperebbe, appunto, e forse lo distruggerebbe a poco a poco. Ma il risveglio pùo essere fulmineo. Un cappellano militare, cattolico, dei guerriglieri arabi. Lo smeraldo, Mario Soldati TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://laurillarut.spaces.live.com/blog/cns!F65E8B5797C4D806!1457.trak Weblogs that reference this entry
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