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August 17 Coeztee If he has a last thought, if there is time for a last thought, it will simply be, 'so that is what a last thought is like'
Yes, of course. Of course I am OK. But that is not the truth. He is not OK.
And anyway, one does not need to understand before one takes action, not unless one is excessively philosophic (Let me remind you, there is such a thing as acting on impulse, and I woud [...] urge it on you.
Our lies reveal as much about us as our truths. If truth and lies are the same, then speech and silence may as well be the same.
And finally there is always silence. Silence can be full of meaning.
I used to have lots of second thoughts, I had second thoughts all the time, but now I abhor them.
You know, there are those whom I call the ahthonic, the ones who stand with their feet planted in their native earth; and then there are the butterflies, creatures of light and air, temporary residents, alighting here, alighting there. You claim to be a butterfly, you want to be a butterfly; but then one day you have a fall, a calamitous fall, you came crashing down to earth; and when you pick ethereal being, you cannot even walk, you are nothing but a lamp of all too solid flesh
With little ingenuity, it seem to me [...]one can torture a lesson out of the most haphazard sequence of events. May 09 Soldati2 Si muore per la stessa ragione che si vive: se vivessimo sempre, sarebbe come si fissimo sempre morti. Pensaci bene. Ormai era in ballo e dovevo ballare. Una volta là, avrei visto. C'è una differenza. Quell'operazione, non l'abbiamo compiuta noi, e non vi abbiamo nemmeno assistito. Ma, appunto per questo, siamo meno ipocriti adesso: e siamo più coscienti, più morali: perchè, adesso, non dimentichiamo che solo uccidendo possiamo vivere. La morte, il dolore, il male, dobbiamo cercare di evitarli sempre, finché possibile. Ma, quando càpitano, dobbiamo accetarli perchè rifiutarli significa semplicemente rifiutare anche la vita. Capii che, nelle lunghe attese, l'amore, anche se non si corrompe né si attenua, in qualche modo si addormenta, si affida a un meccanismo paziente, mnemonico, ripetitivo, entra in una specie di letargo. E cappi che questo letargo è l'unico mezzo perchè l0amora possa reistera auna tensione nervosa che altrimenti lo corromperebbe, appunto, e forse lo distruggerebbe a poco a poco. Ma il risveglio pùo essere fulmineo. Un cappellano militare, cattolico, dei guerriglieri arabi. Lo smeraldo, Mario Soldati May 03 em. Che cosa ci resta, quando si affonda en medio de toda esta mierda, se non le abitudini? Una persona può cambiare vita, casa, amore, però anche se ti spogliano di tutto rimane qualcosa che sta in te da quando impari a ricordare, cioè molto prima di aver l'età della ragione: il midollo di un altro modo di vivere. L'avrebbe aspettato sempre, l'amore rende pazienti, simili ai bambini... (ejemplos partidores de mezcolanda linguistica producto de la emgigración...): non aveva mai qualcosa di interessante da raccontarle; al massimo, qué novedad, la storiella el tizio que le dijo a su famiglia che andava dal tabaccaio dell'angolo a comprare cigarillos e, classicamente, non era tornato nunca más. Ciuccerìe. Si muere sempre un po' quando si parte, non lo dice anche il proverbio? .. è nella natura dei maschi essere come gli uccelli che apssano sopra la radura, alti nella luce del pomeriggio, e si posson guardare e ascoltare, ma non trattenere, neppure con le mani alzate (??????????). Il fatto è che certe volte ci si trova davanti a un rebus, a una croce di stade che, percorse e ripercorse, sbucheranno comunque, già si sa, dove non vorremo mai; epperciò non vale la pena sceglierne una: quando viene il momento, lasciamo qeusto compito al caso, che non scieglie, anche questo lo sappiamo già, si limita a spingere, forse lo muevono forze di cui non conosciamo nulla, e anche se sapessimo, che cosa sapremmo. Parole che odio, 'il futuro': una balla giustificatoria per l'abbandono, la fuga, magari pure il tradimento. [...] Belle frasi ma, si sa, nelle lunghe impromesse ci pisciano i cani. I figli, eco cosa sono: una manica di ingrati. Per loro ti sficanchi di lavoro e quelli, quando cè di bisogno, neanche si degnano di risponderti. E i figli non capiscono quanto li amiamo, sventati che sono. Laura Piriani, Quando Dio ballava il tango (Non posso dire che sia d'accordo con tutte queste affermazione, uno: sono troppo giovane per capirle complessivamente e poi, mi sa che neanche vecchia 'las compartiré '...) April 16 Soldati Ma chi si sente di dover partire ricorda già. [Guarda intorno come si immaginasse quello che vede. E la realtà che stringe, la ama come se non la stringesse: con la semplicità negata a qualunque possesso, e unica del desiderio. A volte incontravo il loro sguardo: uno sguardo disinteressato, che prendeva atto della mia presenza, e null'altro. Ma bastava a mortificarmi, a ricordarmi che, purtroppo, ero anche io un uomo come loro, e avrei dovuto vivere, e cioè avere dei soldi, spenderli, parlare a ragazze, ecc., non soltanto vedere e sentire. Ma non sapevo ancora che l'unico e vero peccato è di ignorare o dimenticare ciò che puè renderci, ognuno, felici. Gli atti abituali che un uomo compie in intimità, in solitudine con se stesso hanno sempre qualche cosa di sinistro, di raccapricciante. Anche il più sano accusa allora le sue piccole manie, cede a inconsce paure e difese. Anche il più scettico, preme d'intorno il mistero. [...] Ma se l'intimità individuale di un europeo è sinistra, quella di un americano è addiritura macabra. [A volte traspare in pieno giorno e nel mezzo di una compagnia] Eppure! Un uomo puè vivere solo, solissimo, ma quando sa che intorno invisibili, gli uomini e i luoghi gli sono amici, o almeno familiari. E quando gode la compagnia de qualche forte pensiero. E dal principio alla fine del pasto, un vociar continuo, un ridere sgangherato e ripetere i medesimi jokes. E mai, con tutto questo baccano, uno sguardo serenno, un sorriso tranquillo e intelligente che suggerisse vera contentezza. Era piuttosto l'allegria forzata e nervosa che nasconde e combatte intima tristezza; l'allegria isterica dei bambini a sera, che sembrano al colmo della felicità e tutto a un tratto scoppiano a piangere disperati. L'allegria dei selvaggi. L'allegria degli americani. Chi a provato la lontananza difficilmente ne perde il gusto. Si vorrebe essere sempre. Essere stati, mai. America primo amore, Mario Soldati April 03 pensar... Forse io chiamo essere triste semplicemente il non essere rumorosa come loro. A volte non so se esista altra virtù che amare, amare […] Ma in certi giorni, ahimè, la virtù mi appare solo come resistenza all’amore. Come se rimpiccolisce nella felicità tutto ciò che potrebbe essere eroico! Quale valore può avere una virtù che l’intero mio cuore rinnega? La porta stretta (La porte étroite) Mi sembrava di avere, fino a quel giorno, così poco sentito, per avere tanto pensato, che mi stupii che una sensazione diventasse forte come un pensiero, Non c’è niente che ostacola la felicità quanto il ricordo della felicità. L’opere migliori dell’uomo nascono immancabilmente dal dolore. Che cos’è il racconto della felicità? Solamente ciò che la prepara, o ciò che la distrugge, si può raccontare. Ho orrore dal riposo, il possedere qualcosa incoraggia al riposo e nella sicurezza ci si addormenta; mi piace abbastanza vivere per pretendere di vivere sveglio, Non si può nello stesso tempo essere sinceri e sembrare tali. Infine, spingendo all’estremo il mio pensiero, dicevo che la cultura nasce dalla vita, uccide la vita. Non aspiro a nessuna cosa che non sia naturale e , per ogni azione, il piacere che ne traggo per me il segno che dovevo farla. Ma, ahimè, quanto le frasi diventavano insignificanti accanto ai fatti! Hanno paura di essere soli e così non si trovano mai. [… ] E invece è sempre da solo che l’uomo crea una sua vita. André Gide (L'immoralista) March 30 comedia italiana Quando penso alla carne della mia carne, chissà perchè divento subito vegetariano, Io restai a chiedermi se l'imbecille ero io che la vita la pigliavo tutta come un gioco, o se invece era lui, che la pigliava come una condana ai lavori forzati, o se l'eravamo tutte e due. E poi e proprio obbligatorio essere qualcuno? Amici miei, 1975 March 28 Escribir Es un error postmoderno pensar que se puede escribir primero y vivir después” “Primero
se vive, y luego, si uno quiere, podrá evaluar si tiene algo que
contar, y eso lo dice la vida misma. La escritura es fruto de la vida,
y no la vida fruto de la escritura” (Credere che si possa scrivere prima e vivere dopo è un'idea sbagliata, tipica della nostro epoca postmoderna. Prima si vive e dopo, casomai, si valuta se si ha qualcosa da raccontare, è la vita stessa a deciderlo. Scrivere è il prodotto della vita. Non è la vita a essere il prodotto della scrittura) Scrivo per capire me stesso, e scriverò con la maggiore sincerità possibile. Ciò non significa che io sia affidabile. Colui che spaccia per veritiere le cose che scrive sulla sua stessa vita di norma si è già ribaltato prima ancora di aver intrapreso una navigazione così azzardata. Riconsco che, a partire da oggi, sono un uomo senza pace e quindi più povero della maggior parte degli uomini. Ma non avrei mai cambiato la mia esistenza con un'esistenza da professore. Non piangevo perchè si trattava di una storia triste, ma perché avevo paura della mia stessa fantasia. [---] Ho sempre considerato una vittoria della memoria il fatto che io sina in grado di ricordare perfettamente eventi che hanno avuto luogo solo nella mia coscienza Allo stesso modo è stata per me una benedizione incontrare individui presuntuosi: sono ingenui come bambini ed è proprio la loro ingenuità che ha suscitato la mia invidia. Vivono come se si possa arrivare a ottenere qualcosa, come se ci sia una posta in gioco. La solitudine e il desiderio sono due facce della stessa medaglia La patina di cultura, gloira e vanità svaniva al confronto della gigantesca avventura all'interno della quale io era soltanto di passaggio. Dopotutto era quella sua dimensione, e bisogna sempre stare attenti da non allontanarsi troppo dalla realtà cui si appartieni. Mi sentivo messo e mudo, compreso fin nel fondo di me stesso, ed era bello sentirsi guardati e compresi, era la stessa sensazione di quando si torna a casa. Era passato molto tempo, molto tempo da quando avevo avuto qualcuno da cui tornare a casa. Non è possibile amare una persona che si comprende perfettamente in ogni momento. Non c'è più nulla da scrivere. Adesso invece qualcosa c'è. Jostein Gaarder-Petter el Araña… secretos Los secretos hay que ocultarlos y cifrarlos, protegerlos de las miradas
perspicaces, a veces cargándolos de imágenes retóricas y
sobreabundancia de símbolos y detalles aparentemente insignificantes,
para confundir y distraer a los que simplemente son curiosos —“cuantas más cosas representa una imagen más cerca está de no representar nada” Me gusta escribirte, Saskia, para leerte mañana. En cada viaje a Estambul inauguro o invento amantes; o ellas me inventan a mí, que es lo mismo dada la voracidad de nuestra imaginación para derrotarnos sobre los cubrecamas y sábanas recreando nuevamente nuestros cuerpos ay, estas mujeres que parecen niñas; como si fuera la primera vez que tus muslos y tu espalda fueran a tensarse por el placer de un amor de una sola noche, de esos a primera vista que no duelen… Una novela, Aïcha, es un laberinto: Y no hay mejor señuelo, mejor trampa, al tiempo que refugio inexpugnable, que un laberinto construido con palabras Ay, ese estéril orgullo de quien se equivoca… ' Liberto Brau' March 21 quote Vedi, nella vita, se uno vuole capire davvero come stanno le cose di questo mondo, debe morire almeno una volta. Ed allora, è meglio morire da giovane, quando uno ha tanto tempo davanti a sé per tiarsi su e resuscitare. Capire da Vecchio è Molto più brutto, sai? Come si fa? Non c’è mica il tempo per ricominciare da zero. Il Giardino dei Finzi Contini, De Sica, 1970 January 27 Staël ...'les romans, même les plus purs, font du mal: il nous ont trop appris ce qu'il y a de plus secret dans les sentiments. on ne peut plus rien éprouver sans se souvenir presque de l'avoir lu, et tous les voiles du coeur ont été déchirés. Les anciens n'aurient jamais fait ainsi de leur âme un sujet de fiction' Madame de Staël January 24 ,., but she commanded her feelings [...], preferring the chance of any evil they might encounter from without, to the certain misery of this terrible imprisonment. A. Radcliff. A Sicilian Romance November 03 pacienceCosa vi terrorizza di più nella purezza? chiesi. La fretta, risposi Il nome della Rosa, Umberto Eco September 19 bipbipHoy me siento tan sincera que hasta me da igual el etar escribiendo aquí, en este lugar tan obsoleto como es un espacio, en un lugar tan peligroso como es este espacio, con un link directo desde el messenger de mis papás, para que entren y me miren por dentro y redescubran la hija que, por mucho que saben que tienen, en tantas ocasiones se olvidan de ver. Me siento muy bien. Apenas escribo, apenas me da tiempo a otra cosa que no sea sonreir, tomarme las cosas con calma, saber que en diez días todo se trastocará de nuevo, sentirme al borde de un precipicio, como en un sueño, con el vértigo delicioso de un golpe en el nervio del codo, que hace que te desternilles y te arrastres por el suelo presa de una emoción que es dolor, y es placer, tan informe e inidentificable, tan anónima y perfecta. Veo a los hombres que han pasado pro mi vida. Puedo resaltar las cualidades de cada uno de ellos en cifras. Puedo dar datos como ci, edad, medida del miembro, y otros como: tardes auténticas, noches auténticas, noches falsas, hasta en lo falso hay verdad porque, como muy bien dice casal, te resalta al ausencia de los elementos que sabes que deberían de estar ahí, pero no están. Y es inútil buscar. Podría resumirlo todo de varias maneras, pero no tengo muy claro a que propósito serviría. Desde decir que estoy demasiado preparada para querer hasta decir que he aceptado que el homber que aparta la cara caundo se da cuenta de que me empieza a abrigar algo más que cariño por tí no puede estar en mi vida. No estoy yo para curar heridas infligidas en épocas que no fueron mías. No puedo dar alivio a sufrimientos que se hincaron bien en la carne y desgarraron lo más tierno que existe en cualquier filete humano: la capacidad de creer en el amor, cualquiera que sea la forma que adopte. He entendido que da igual que tengas treinta años, dieciocho o vete tú a a saber cuantos, todo somos fruto de unas viviencias que nos van moldeando, piano piano. Los clichés son las mías, eso está claro! Quiero gritarle al cielo porque me encuentro feliz, y proque he tardado semanas, meses, en acpetar que es así, porque si lo hubiera dicho antes, tal vez las palabras se hubieran llevado con ellas la realidad, y me hubieran dejado destemplada a la intemperie, esa que es una miscelánea de imágenes que no se excluyen, que se complementan tan bien que te dejan a acceder a todos los archivos mentales de la biblioteca de recuerdos e información procesada simultáneamente. Un verdadero milagro, que se dice. Estas sentada y sabes que podrías comer un zumo de naranja, o un pastel. Estas sentada y sabes que podrías dormir, o estar despierta. Mascas el chicle con las mandívulas relajadas, y las aprietas más y más paulatinamente creciendo el ritmo de esa melodía que cobra vida dentro de ti. Ves por las cristaleras de económicas un lago que te trae recuerdos que ya no parecen tan drásticos ni tan impoenentes, ves a través de los amplios ventanales un pasado que te acaricia a la par de una melodía de jack johnson. Ves y sientes que solo en el momento en el que notas crujir todo dentro de ti, y no sientes necesidad de correr hacia ningún lado, porque todo está en el epicentro del lugar en el que te encuentras, puedes reconocer que nada ha carecido de razón, ni eso ni lo otro ni el otro ni tampoco el de más allá. Y con las pilas gastadas y los dedos todavía mas renqeuantes, me veo obligada a poner un punto y aparte porque no puedo ni queiro continuar escribiendo. Porque hay un punto en el que comprendes que es la autenticidad lo que importa. Y sonrias. Y sonríes. Y sonríes. Y sonríes. Y lloras, y aprientas las sábanas contra ti, y sientes rabia y mandas el teléfono muy lejos, comp cuando te das cuenta de que son esos momentos en los que la especulacion solo es un dulce trascurrir ausente los que realmente marcan tu existencia. Que pintar unos labios azulados contra un espejo vacío tiene tanta relevancai como un párrafo escurrido ente un café y la hora de trabajar, o la maceta que barnizas al sol, o el baño que te das al anochecer, antes de que ese caballero te pille en pelotas en la orillas, ya puesto el sol, con la arena y el agua y la marejada de una paz que empaña cualquier tipo de tormento interior. Te gustan las caras ajadas, los trabajadores sudorosos, te gustan los hombres maduros que se duermen entre tus brazos como niños, te gusta ver los ojos moteados de los gatos que te miran al caer la noche, at dusk, con una carilla y unos bigotillos implorantes que solo vienen a decir: dame una caricia. Y el lomo que se estremece y el cuerpo que se comba y la piel que se heriza. Y el sol que se pone y el pie que avanza hacia el descansillo. La mano que retira una pátina de sudor ligero de la sien, la sombra refrescante del descansillo. Te gusta el olor a bizcocho caliente y la imagen de tu hermana con las manos en la masa, la múscia a todo volumen y las caderas cubiertas bajo un mandilon empantanado de manchas roquizas y calizas. Te encanta la perspectiva de volver a revolcarte en la arena, jugando a artes marciales que desconoces, con ese olor a algas podridas de fondo. Te gusta la perspectiva de rememorar las horas que pasaste en ese bus, mirándolo a él, otro más, único, otro que te enseño mucho, mucho más de lo que pedías. Entre otras cosas, que tú no eras para él, ni él lo era para ti. Solo lo eran los momentos compartidos. Los pinchazos a las dos de la mañana, las manos manchadas de aceite negro como el cielo encapotado, el chiringito, los gestos y las habitaciones alquiladas. Te hace gracia la manera en la que los recuerdos y la imaginacion se entremezclan, y mucho mas la manera en la que henry miller toma retazos de personas que son verdaderas estampas para crear un mundo caótico y coherernte que te hace estremecer de placer, e identificación. Dentro de poco, hasta me acabará gustando Bukowski. !!! Sientes los manos y sientes que es un desperdicio el perder las letras en estas indulgencias, en estos comentarios que son una pura orgía mental, y recuerdas el articulo de aquella resvista que se burlaba de la pseudoleratura de la generación facebook Pero, pero, pero, es lo auténtico lo que importa. No es cierto? Y cual es la diferencia entre ver una película, entre hacer un trabajo, entre establecer un vínculo, entre bucear y ver el auga teñirse de tu sangre, en ese golpe frío e inesperado, cálido y vivo, y las mantas que te cubren cada noche cuando te durmes moviendo los dedos meñiques pesnando que solo quieres verdaderamente a alguien caundo le besas las plantas de los pies. Lo habeis probado? Es infalible. Nadie besa pies si no adora lo que sostienen, de la misma manera que se me olvidan a mi las frases, que las desgracias y las hazañas se me mezclan y que no busco establecer coherencias en noches en las que retomo hilos que se rompieron con la facilidad de la fragilidad de la porcelana arrojada al vacío desde un tercer piso, sin sostén, ni frenada (indemne, inerme) Me dejo ya de metáforas, no he seguido ningún hilo. Ninguno. Ni uno. Not a single one. Y no me importa. Solo venía a decir que me siento tan viva que me quemo, que me siento tan jodidamente viva que todo lo que he hecho, incluidas las tardes narcisistas aparentemente vacuas, han valido la no.pena de ser vividas. Como dice Susana tamaro, la vida es un tiro con arco, no una carrera. Y no gana quien va más rápido, sino quien mejor apunta, En una cosa se habría equivocado, si la frase hubiera sido esa. Y es que aquí no hay competidores, ni competiciones. Voy a dormirme y a pensar en las cuatro tipos de células distintas que tengo en el endometrio, voy a pensar en todos los que gritan ahora mismo, y en todos los que se retuercen los dedos preguntándose como no se le hinchan las articulaciones, como el cuerpo tiene el amount justo de líquidos en los lugares exactos. Voy a dormir pensando que todo esto ha sido una pequeña indulgencia, y más los últimos párrafos. me dormiré con el sabor del chocolate en el paladar, chocolate con sabor naranja, cariño... quiero que sepas que estoy aquí, y que la anorexia no te ganará la batalla. Echa a esa puta de tu casa, y perdona que sea tan tajante. Quiero que sepas, y quiero que lo sepas muy bien, que no merece la pena, que no te engañe, no dejes que te devore, poruqe la vida está, como dice ese cantante español cuyo nombre no se digna a hacer acto de presencia, para comersela a mordiscos. Y no será fácil. Pero yo también te quiero. Y a todos con los que comparto tiempo. Poruqe el tiempo, tú me lo enseñaste, señor de los trucos de magia, es, al final, lo más importante en el trato con otras personas. pasan los meses y no os veo, Pasan los días y estais ahí, Supongo que eso quiere decir que os quiero, de formas tan difernetes como cursis son las palabras que definene sentimientos que se les quedan grandes. Mil besos PS: estoy empezando a pensar que lo mío sea bipolaridad. xD July 24 spin(ing, not a sport, u,frikis!!)Un día simplemente me acerqué. Tú, claro, no lo sabías. Apartaste la
cabeza y luego la volviste, me sonreiste con carilla de ratón
asustadizo, y me diste un palmoteo mental con esos ojitos tan bellos,
grandes y traslúcidos. Como una niña buena. Y fueron pasando los días, y las noches, y otro día coincidimos, cargando con tus magdalenas, por aquel lugar extraterrestre, paseando entre cementos y estructuras cementoides, con pasitos cansinos y la mirada entre encendida y autoalentadora que siempre llegabas colgada en la cara, como un cartel en plena campaña elctoral, o un capricho en boca de un niño. Y que poco sabías de lo que yo pensaba. Fueron pasando los días y, a cada poco o a cada mucho, las coincidencias nos iban trallendo remansos de coincidentes encuentros existenciales, y con ellos alentaban (como tus ojos) conversaciones escasas y no por ello menos valiosas, con risotadas entrecortadas, y frases y más frases que jamás recordarás, en las que sacabas lo mejor de ti, y lo mejor de mi, y también lo peor, sin considerarte mala persona por hacerlo, ni devorar el pudor tus vísceras tan nuevas y tan poco corruptas. Aunque tú creyeras lo contrario. Y de días a semanas y de ahí a meses. Luego pasó lo inevitable, apareció quien tenía que aparecer. Se hizo el silencio. Yo que mascullaba en mi interior todo el silencio de mi falsa indepencencia, y escribia con el impudor del escritor imberbe, me deshacía en lágrimas interactivas para desquitarme de otro condena (cadena) prematura. ¿Por qué todos tenían que desaparecer antes siquiera de atreverse a entrar, the step forward, los muy capullos? Me levanté la lengua, auspiciando en este acto la respuesta a mis problemas, en mi músculo envenenado y viperiano donde urdia mis ardides mojigatos y altaneros, puede que allí se encontrase la traba que ofuscaba la falsa modestia de mi desesperación, y me permitía seguir buscando víctimas a las que buscarles la sangre en cuellos pálidos como el mármol. Sabiendo que todas eran igual de malas. E igual de buenas. Y pasaron las horas y los meses y los años, y de nuevo un teclado te trajo a mi lado. Entonces no me ande con mojigaterías ni melindres, simplemente me zambullí de nuevo, para dejarme la piel en las palabras de tantos. He visto a tantos escribir como verdaderas promesas, y acabar secando suelos en sus propios rastrojos quebradizos, que a mí el escalofrío no me pilla nunca desapercibida (desprevenida), se me encarama al hombro (lomo) y me hace la puñeta con una lenguita muy fina que, si cabe, es incluso más viperina que la mía. Y la ambición obsoleta de una pasión fastuosa (fatua) vuelve, sin querer nada que no se sea sí misma, sin querer nada que no sea la falsaded de esa hipocresía, se perpetúa siempre a la par de esa amenaza que ya ha arrollado a tantos que han cometido la torpeza de estancarse... either in the intellectual sense of the world... either on their daily lifes and bodies. Whatever the reason, that sweety little tongue of mine is always ready for a bite, and is gonna drown from whispering promises so high and proud no mountain would ever dare 'mumble' a reply... Y el mundo sigue girando. Y los días, pasando. July 17 mayorcitosy de nuevo el aire que llega y la sabia muerta de un renacer que, en su relampagueo fugaz y certero, te lleva hasta el lugar que te has logrado labrar para tomarte en mis brazos y no acunarte por saber que no habrá motivos ni razones ni solaz ni llanto más allá del que tú quieras ver y por mucho que te escriba tristes versos desgarbados no es a ti, es a tu recuerdo que maté con cemento blanca tierra, carne triste hasta dejar en los párpados la verdad ineludible del sentido común que opina que lo mejor que tuve, no fuiste tu fue lo que me diste, (porque a ti nunca te tuve) PS. ni promesas ni narices, ya somos mayorcitos! July 09 interrupción. lo pletórico no dura...No quiero leer a autores muertos, Lo que necesito es interactuarl, palpar, ir entrando en terrenos desconocidos, deleitarme con caras neuvas cada día, embriargarme con los olores desconocidos de una nueva aventura por redescubrir, Necesito que los pasos sean libres, que las cadenas sean elegidas, que los colgantes no no sean prisiones, sino oportunidades, Por el amor de Dios, qeu cursi, Pero hablo en serio, necesito conocer a tantas personas como pueda, ver tantas personas como pueda, hacer tantas cosas como pueda, visitar tantos lugares como pueda y me de el alma, hablar en tantos idiomas como me de el coco, saltar a la pata coja, jugar a la rayuela... necesito hablar, ver, interactuar, conocer. Necesito ver como las uñas de mis pies y de mis manos creces, y reperar en que lo han hecho sin que yo repara en ello. Necesito dar saltos, dormir en mil lugares, aparecer en destartaladas habitaciones de casas de solteronas con olor a coliflor, y mil gatos maullando por todas las esquinas. Necesito quedar con gente, llevar a cabo proyectos, sacar fotos, sacar más fotos, leer a gente viva, hablar y emailear a gente viva, saborear verdades, desterrar artificios. Necesito sumergirme en un mar de vida, hundirme hasta las cachas, bien adentro. Necesito que me golpeen, y golpear. Necesito sonreír con desparpajo cuando esté haciendo obligaciones, y necesito pisar sobre tacones sobre pavimentos resbaladizos. Quiero, quiero, querer. Quiero querer a alguien que me quiera, a pesar de que eso suponga limitarme. Quiero hacerlo pero no lo haré por hacer. Merece más la pena una noche con uno y otra con otro si esas son auténticas, y no mil en camas apolilladas y más avejentadas qeu la de la susodicha de dos párrafos previos. Quiero hacer y quiero deshacer, quiero aprender y ampliar vocabulario de manera activa, qeu de manera pasiva ya sé que ya se bastante (y tanto que me queda por aprender....). Quiero que me expliquen por qué mis pies son así, porque mis dedos son así, porque yo soy, y porque ella no soy yo. QUiero hablar en español y que me resondan en hindu, o en alemán, y comprender sin idiomas. Quiero que la bruma de la ría se condense y forme carámbanos de hielo sobre la superficie del agua, y bajo ella, porque no me sirve que se condense solo, quiero que se solidifique, más que nada porque no me acuedo de como se llamaba el proceso que iba directamente de gas a sólido... sublimación regresiva? Es lo que tiene internet. Qué es internet? Cómo sería mi vida sin internet? Cómo puedo vivir sin preguntas? Cómo puedo mendigar caricias? Cómo pude rechazar lo que era? Cómo puedo rechazar lo que soy? Cómo puedo obviar lo que hay? Y qué hay? Cómo puedo, por qué esa pregunta, es que todo se basa en lo que está en mi poder, en mi volición? Y que hay de lo que está más allá de mi perímetro, not in the premises, you know? Qué hay de ello? Pasto para los gusanos, já. Qué fue de la filosofía, de leer a Kant a la luz de un farolillo escualido, dejándome los ojos? Qué fue de las horas que tintineaban en preguntas? Qué fue de las drogas que sedaron mi conciencia? Qué es lo que no soy yo, ni lo que conozco? Existe? pero entonces... cómo puedo saberlo? Cómo puede ser que todo sea tan parecido, para mí o para ti, que vives en Sumeria (vivías!), que percibes con la misma intensidad que un capitalista empecinado percibe en su nómina el aliento que nunca tendrá? Cómo es posible que haga falta que se despercidie tanto papel, que cargo sobre mis bracitos, o lo que creo, son mis bracitos, cúando en tantos lugares hay niños que escriben trazando círculos de arena asfixiante? Cómo es posible que los humanos sigamos luchando, cómo es posible qeu el sudor llene las sienes de aquel que se somete a examen, cuando no hay peor examen que pararse a pensar que, mañana, tal vez en diez minutos, dejarás de respirar? Alguien me puede explicar por qué giro en círculos, porque me limito, porque no me pregunto por qué em limito si puede que no haya ni un ente al que limitar? Los niños crecen, y algún día tendré alguno. Será una criatura por la que estaré dispuesta a dar la vida, sin dudarlo un instante. Saldré de mi cascarón, reventará, ya no me importará porque será él o ella lo que ahora tomará mi lugar. Si es que hay algo que reemplazar. mierda. mierda. mierda. July 04 personalidad Italiana... è Paolo. Vuole sapere cosa fare con i segnori qui spetano!? Aspetare! Sigo pensandoNo sé si ya lo he contado... en cualquier caso, para cinco minutos que tengo, no habrá prolongación que sirva, y las prórrogas nunca han sido de mi agrado, así que dejaré el sabor de aquel paseo en coche, en las montañas. Recordais? Sí, es esta una nostalgia, una debilidad que me viene a la cabeza y me marea, antes de volver a pibotar en la realidad, antes de circular sobre ese columpio circular que carlso y stephan treparon y conquistaron quien sabe en que país, en qué momento, o con qué propósito... Tengo muy claro el momento, este sí, en el que iba en el coche, siempre con esa cara algo apampanada que pongo, como de abulia, de pasotismo, A mi alrededor solo había montañas, altas y orgullosas como gigantes desgreñados, con mazas en las manos dispuestas a arrancarte el alma de cuajo, pero con algo más, cierto candor que solo la grandeza posee, y despliega ante tus ojos, una visión fugaz desde un coche cualquiera que surca las aguas de un momento, para ahogarse en miserias luego. Entonces, por supuesto, no lo sabía. Es la miseria el olvido, es la miseria la distancia? Ahora vosotros, los tres, estais juntos, escuchando esas canciones mexicanas que, no se sabe muy bien porque avatares del destino, sonaban por la radio austríaca o suiza en aquel preciso instante... que risa la nuestra, que dicha. Importa que no recuerde el país donde habitaban los gigantes? El coche iba rápido como una centella en las manos de Stephan, siempre vegetariano, ahora enamorado. Fue una casualidad y ella empezó a cantar con esa voz desmañada y desentonada. Yo le miré a él, y luego volví la vista a las montañas, al viento que rasgaba el automóvil, que habría surcos sin palabras en mares de silencio, de imposiblidad, de apartes promisorios... la imposiblidad de algo demasiado bello. Sin tener claro adonde, pero sí con quién. Sí por qué. y entonces viene moravia y me recuerda que por mucho que lo intente las apuestas del pobre valdrán siempre mil veces más que las mías... yo solo tengo que volver a casa, estirar la mano, dejar que el pan deje un rastro de harina en la palma curtida y cuarteada. para nada. Y a pesar de ello en aquel momento era entera, allí, sin nada más allá del camino, hacia un gigante que me aplastaría... sin manto paterno en el que refugiarse. Complicado dejar atras olvidos, cuando uno se molesta lo mínimo en construir presentes, y ganarse futuros. No por mucho tiempo... hoy llovió al correr y me dejó un rastro no.arenoso, cubrió el camino de tierra, borró las huellas que seguía entre las hojas todavía verdes, impregnando la piel de renovados bríos, dándome un recuerdo que no vale por ser solo producto del hastio... un paliaitivo leve. Ya queda menos. June 24 EncuentrosOtro horario que el de los encuentros a deshoras, los verdaderos. Vení a dormir conmigo: no haremos el amor, él nos hará. Cortázar No me puedo creer que esté soltando estas milongas (copienado estas milongas,xD), cuando hoy me llevaba bien preparado un discursito, un circunloquio bien elaborado, a razón de como el amor es nada más que una serie de afinidades comprometidas que sirven para complementar y ayudar, apoyar e ir tirando, que sirven para disfrutar en conjunción, pero que también deben de atar (si bien no coaccionar). Más de un pibe me tacharía de insulsa e insensible por lanzar estos dardos al viento, dejando que hiervan de ira a aquellos que creen en los cuentos de hadas, lo imperecedero de un sentimineto (amoroso) y la compenetración perfecta entre dos seres. No soy tan dura ni tan tajante, creo que sí existe necesidad en el enamoramiento, pero creo que lo que viene después deviene, es dulce y cárdeno como el agua de un estanque, y permite que los implicados (que fríos mis vocablos, que distancia y precaución la mía, me bisbean conteniendo a duras penas la rabia de un malentendido) convivan, y que es ahí donde se encuentra de verdad el apoyo que la inmensa mayoría de la gente busca. A mi me gusta notar las corrientes de aire entre las piernas, los brazos, y las articulaciones en su conjunto musculo-óseo, para poder andar sin ataduras en una juventud priscila y principiante... Siempre la puta curiosidad (es lo malo...) Además, cuesta dineroCadenas, enjoyada hasta las orejas, llena de afeites falseados y de ojos con ojeras descomunales, plantadas dos rayas negras sobre los párpados caídos que no pueden ocultar lo despierto de los ojos que subyacen a su pegajosa apostura de piel sin lugar definido ni puertas abiertas a otra cosa que no sea insomnio, y lucidez. - Estoy desapareciendo- enciende un cigarro con un hábil giro de muñeca, retira el pelo engrasado hacia un lado, patea el suelo con ademán distraído, continua, retirando el velo de los párpados, por un minuto enfocada en mí. - Estoy desapareciendo, cualquier día de estos descubriré que, como así lo insituyen las leyes de la naturaleza, desapareceré. La observo. Nota mental: 40 kilos? Exagero. Sonrisa inevitable. Mucha razón tienes. - Se me clavan todos los huesos, y no puedo sentarme sin cojín, la cama se agranda y es imposible conciliar el suelo si no me recubro bien de mantas y bártulos varios. Asiento, atenta a su dirscurso, ya sin interlocutar identificado. Inopinado comentario, al fin y al cabo, tienen destinatario las frases manidas que tantas veces dirigimos al mismo fantoche de caretas de todos los colores, formas, y personalidades enajenadas? Me centro. - Y comer? Por qué no comes? - Bff, tía, adquirir alimento, masticar, ensalivar, deglutir, bolo alimenticio, excreción. - suspiro y parpadeo veloz, segundáneo- Solo de pensarlo me entra la pereza- Además, añade, con esa seriedad doemsticada de sus rasgos, con los párpados como mantos protectores sobre las ideas que pululan en su cabecilla, bien grande para la menudez del cuerpo en la que se aloja ( y si ese es el problema, el verbo alojar, tan alienante y despreciativo él con esos 37 kilos de carne humana, entre los que se cuenta la masa que sostiene y mueve el resto de los quilos de masa humano-carnal-no-mental o espiritual del sistema-. Además... además cuesta dinero. Una voluta de humo me golpea en la cara. Sube, asciende, desaparece en la nada. |
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